Technologies


Dalle nanotecnologie armi contro i superbatteri

Nuove basi per combattere i batteri resistenti ai farmaci

anostrutture che si autoassemblano sono in grado di riconoscere e uccidere i batteri, perforandone la membrana cellulare. Si tratta di polimeri biodegradabili realizzati dai ricercatori dell’Agenzia per la ricerca scientifica e tecnologica di Singaore ( A*Star), in collaborazione con il Centro di Ricerca Almaden, dell’Ibm. Il risultato potrebbe gettare le basi per future terapie in grado di combattere i cosiddetti ‘superbatteri’ resistenti ai farmaci.Le nanostrutture, descritte nella rivista Nature Chemistry, aprono infatti la strada ad un approccio fondamentalmente diverso nella lotta contro le infezioni batteriche. Rispetto agli antibiotici convenzionali, infatti, dovrebbero essere in grado di impedire ai batteri di sviluppare resistenza al trattamento. Ad ispirare la realizzazione delle nanostrutture sono stati i microbicidi esistenti in natura, in grado di distruggere i batteri bucandone la membrana. Al momento il problema principale nel riprodurre in laboratorio questi nemici naturali dei batteri era nella risposta dell’organismo umano perché il sistema immunitario reagisce alla loro presenza distruggendoli. Non è trascurabile nemmeno l’ostacolo dei costi di produzione, molto elevati. Le nanostrutture riescono ad aggirare questi ostacoli perché sono costituite da tre elementi indipendenti, realizzabili a basso costo, che si auto-assemblano direttamente all’interno dell’organismo. I test eseguiti finora confermano che le nanoparticelle possono uccidere anche a basse concentrazioni batteri molto resistenti, come lo Staphylococcus aureus e l’Enterococcus, e gli studi in vivo condotti nei topi hanno dimostrato che le nano strutture non sono tossiche, nemmeno in concentrazioni molto alte.

 

 

Blackberry bike

Commuting by bicycle saves a lot of money, improves your health, and is probably one of the quickest and most effective ways to reduce carbon emissions. Instructables user SamSmith 17 has made use of EL wires to give his bike a different look by illuminating at night, and also solving the problem of night riding.

First, we must know what actually an EL wire is. Electroluminescent wire (often abbreviated to EL wire) is a thin copper wire coated in phosphor which glows when an AC Current at about 90-130 volts is applied to it. Around this coated copper wire, two extremely sleek copper wires are wrapped loosely and the whole thing is in a plastic covering.

To power these EL wires, pure muscle power or more precisely pedal power was used instead of costly and cumbersome batteries. Pedal power is the transfer of energy from a human source through the use of a foot pedal and crank system. Less commonly pedal power is used to generate electricity. But since it had many economical as well as ecological benefits, it was brought into use. Along with that, an old stepper motor was used to light EL wire. The EL wire had the luminescence that faded off or shined on with the speed of the bike. And even there is a slight change in the color whenever there is a change in the frequency of AC signal.

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